Ven 13 Marzo 2026

Tangenziale di Napoli, la protesta contro il pedaggio riaccende una polemica che dura da anni

NEWSTangenziale di Napoli, la protesta contro il pedaggio riaccende una polemica che dura da anni

Corteo lento di auto e moto contro i rincari. “Un’anomalia europea”. Il confronto con altre città italiane ed europee e una battaglia che va avanti da decenni

NAPOLI – Un corteo lento di auto e moto ha attraversato questa mattina la Tangenziale di Napoli per protestare contro l’ennesimo aumento del pedaggio. Una mobilitazione simbolica ma determinata, promossa dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che da anni denuncia quella che definisce “un’anomalia tutta napoletana”: l’unica autostrada completamente interna a una grande città europea ancora a pagamento.

Il raduno è partito da Fuorigrotta, davanti alla chiesa di San Paolo Apostolo, per poi muoversi lungo l’asse autostradale fino ai caselli in direzione Capodichino. A guidare il corteo sono stati i motociclisti Ranaples e Ducati Banny, volti ormai noti delle battaglie civiche cittadine.

Ranaples, in sella alla moto con il suo costume da ranocchia, è diventato il simbolo visivo di una protesta che punta a riportare l’attenzione su una questione mai risolta.

In strada anche diversi rappresentanti istituzionali e civici: i consiglieri municipali Rino Nasti e Gianni Caselli, il consigliere comunale di Portici Aldo Agnello e l’avvocato Angelo Pisani, da tempo impegnato nella tutela dei diritti degli automobilisti.

Secondo quanto denunciato da Borrelli, dal 1° gennaio 2026 il pedaggio della Tangenziale potrebbe salire a 1,05 euro in seguito all’adeguamento all’inflazione.

«Si aumenta il costo senza aumentare i servizi – ha dichiarato il deputato –. I cittadini pagano di più per restare bloccati ogni mattina tra cantieri eterni, incidenti e rallentamenti continui. Napoli non può essere trattata come un bancomat».

Durante la manifestazione è stata rilanciata la proposta di eliminare il pagamento per le tratte interne alla città, mantenendo i caselli solo in ingresso e in uscita dall’asse autostradale. Una soluzione già adottata in altre realtà italiane ed europee, dove le tangenziali urbane sono considerate infrastrutture di servizio pubblico e non strumenti di prelievo quotidiano sui residenti.

Il confronto con le altre città

Il paragone è inevitabile. A Milano, Roma, Torino e Bologna le principali arterie di scorrimento urbano sono gratuite o prevedono pedaggi solo per tratti extraurbani. In molte capitali europee, da Madrid a Berlino, le circonvallazioni interne sono completamente libere, mentre eventuali costi sono riservati alle zone a traffico limitato o a politiche ambientali mirate. Napoli, invece, continua a far pagare anche chi utilizza la Tangenziale per spostarsi da un quartiere all’altro, trasformando un’infrastruttura urbana in un pedaggio quotidiano.

Una condizione che negli anni ha alimentato polemiche costanti. Non solo per i costi, percepiti come elevati e non proporzionati ai servizi offerti, ma anche per i disagi legati a incidenti e lavori che spesso paralizzano l’intera città. Emblematico il caso dell’ottobre 2025, quando un incidente bloccò la Tangenziale per ore, impedendo a centinaia di persone di raggiungere un concorso pubblico.

Pagamenti, sicurezza e gestione

A queste criticità si sono aggiunte le polemiche sui sistemi di pagamento, come l’introduzione di TargaGo e i problemi ai caselli automatici che non accettano tutte le monete, spingendo di fatto verso i pagamenti digitali. Senza dimenticare le questioni di sicurezza, dagli episodi di mezzi contromano alle rapine, che negli anni hanno alimentato un diffuso senso di insicurezza.

«Far pagare un pedaggio per muoversi all’interno della propria città è una penalizzazione ingiusta per lavoratori e famiglie – ha sottolineato l’avvocato Angelo Pisani –. La Tangenziale è una strada urbana a tutti gli effetti e deve garantire il diritto alla mobilità. Continueremo a sostenere ogni iniziativa legale e civile contro rincari che colpiscono sempre gli stessi».

La protesta di questa mattina si inserisce in un quadro più ampio di contestazione contro l’aumento generalizzato dei costi a carico degli automobilisti, tra pedaggi e RC Auto. Una battaglia che, assicurano gli organizzatori, non si fermerà al corteo di oggi.

Perché a Napoli la Tangenziale resta un’infrastruttura indispensabile, ma anche il simbolo di una contraddizione mai sanata: quella di una città che paga per muoversi dentro sé stessa.

Fabio De Rienzo

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