Assaltata la gioielleria Gentile: “Ci hanno rubato 16 anni di lavoro e di vita”
Un altro inquietante episodio di criminalità ha colpito Napoli, questa volta nel quartiere Chiaia, in pieno pomeriggio e nel cuore di una delle zone ritenute “sicure” della città.
Erano circa le 17:10 di sabato 19 luglio quando la storica gioielleria Gentile è stata presa d’assalto da una coppia di rapinatori. Un uomo e una donna, quest’ultima travisata con parrucca bionda e occhiali da sole, hanno fatto irruzione nel negozio approfittando dell’allontanamento momentaneo della vigilanza.
Una volta dentro, l’uomo ha immediatamente estratto un’arma e l’ha puntata contro uno dei collaboratori, costringendolo a svuotare la cassaforte e riempire delle borse con soldi e gioielli.
Nel frattempo, la complice immobilizzava una cliente presente in negozio legandole le mani con del nastro adesivo.
Un’azione rapida, brutale e chirurgica. Pochi minuti per distruggere anni di sacrifici e lavoro. “Ci hanno lasciato con la cassaforte vuota e l’anima a pezzi”, racconta, ancora sotto shock, la titolare. “Sedici anni di attività, progetti, fatica e dignità cancellati in un attimo. Siamo sconvolte e provate da tanta violenza.”
I due criminali si sono poi dati alla fuga a bordo di un motorino risultato rubato, facendo perdere le loro tracce.
L’episodio, già gravissimo di per sé, assume una connotazione ancora più allarmante se inserito in un quadro cittadino dove la criminalità appare sempre più spavalda e organizzata.
La spregiudicatezza con cui i banditi operano in pieno giorno, in una zona centrale, mettendo in atto un vero e proprio sequestro di persona all’interno di un esercizio commerciale, è il segnale tangibile di un’escalation che non accenna a rallentare.
Sempre più spesso, i malviventi non temono le telecamere né la presenza di eventuali testimoni. Agiscono con freddezza e senso d’impunità, mettendo in pericolo non solo il patrimonio economico delle vittime, ma soprattutto la loro incolumità fisica e psicologica.
Le forze dell’ordine stanno lavorando per individuare i responsabili, anche attraverso le immagini di videosorveglianza, ma resta forte il senso di insicurezza diffusa tra i commercianti e i cittadini. La domanda, ormai, è sempre la stessa: quanto ancora bisognerà aspettare prima che la sicurezza torni ad essere un diritto garantito per tutti?
Fabio De Rienzo
