La Fontana della Marinella trasformata in un bucatoio a cielo aperto tra rifiuti, siringhe e abbandono
NAPOLI – Benvenuti a Napoli, dove il concetto di “restauro” ha ormai assunto contorni grotteschi. Mentre si continua a parlare di turismo, decoro urbano e valorizzazione del patrimonio, la Fontana della Marinella – monumento del XVIII secolo attribuito a Francesco Sicuro – è stata di fatto riconvertita in un simbolo estremo di degrado e abbandono.
Al posto dell’acqua che scorreva, oggi si trovano rifiuti di ogni tipo, stracci, bottiglie, siringhe usate e resti di bivacchi improvvisati. Un luogo storico ridotto a rifugio di fortuna e a zona franca per il consumo di droghe, nel pieno centro cittadino, a pochi passi da via Marina.
Le immagini inviate dai cittadini parlano da sole: la vasca della fontana è colma di sporcizia, il marmo borbonico è calpestato e imbrattato, l’area circostante è invasa da rifiuti organici e materiali pericolosi. Uno scenario che non rappresenta soltanto un problema di decoro urbano, ma una vera e propria emergenza sanitaria e sociale.
La zona del Vado del Carmine, anche a causa della vicinanza con mense e punti di assistenza, è diventata un luogo di stazionamento per persone fragili e senza fissa dimora. Persone che, invece di essere prese in carico dai servizi sociali e accompagnate in percorsi di assistenza dignitosi, vengono lasciate a vivere e sopravvivere tra i resti della storia aragonese e borbonica, in condizioni disumane.
Il degrado della Fontana della Marinella è il risultato di una gestione assente del territorio. Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesima ferita aperta in una città che troppo spesso preferisce intervenire a emergenza esplosa, senza prevenzione né controllo costante. Ripulire periodicamente l’area non è sufficiente se manca un presidio fisso e una strategia che tenga insieme sicurezza, tutela del patrimonio e assistenza sociale.
Qui il problema non è solo una fontana sporca, ma un monumento storico umiliato e, insieme ad esso, le persone che lo abitano forzatamente. Il degrado non nasce dal nulla: è figlio dell’abbandono istituzionale.
Se Napoli vuole davvero continuare a definirsi capitale della cultura, non può permettersi che i suoi monumenti diventino discariche sociali. Serve un intervento immediato per mettere in sicurezza l’area, avviare un serio percorso di recupero della Fontana della Marinella e, soprattutto, garantire risposte concrete a chi oggi vive ai margini, tra rifiuti e siringhe.
La storia non si tutela con gli slogan.
Si difende con la presenza, con i fatti e con la responsabilità.
Fabio De Rienzo
