“Mi hanno detto che comandano loro e che mi avrebbero accoltellato se fossi tornato in piazza”
Ancora un episodio di violenza nel cuore di Napoli, e ancora una volta ai danni di chi sceglie la cultura come forma di riscatto. Un giovane artista di Ponticelli – rapper, poeta e attivista – è stato prima minacciato e poi aggredito in Piazza del Plebiscito, mentre promuoveva un progetto dedicato alle periferie, alla denuncia delle ingiustizie e alla costruzione di consapevolezza sociale.
Il 28 luglio l’artista si trovava nella storica piazza per far conoscere il proprio lavoro e invitare i cittadini a seguire le sue iniziative online. Ma la sua presenza è stata ostacolata da quattro venditori ambulanti abusivi che gli hanno intimato di andarsene, dichiarando apertamente di “controllare la piazza”.
Il giorno dopo la situazione è precipitata: due individui lo hanno aggredito fisicamente, colpendolo con calci e pugni e minacciandolo di morte davanti alle forze dell’ordine, che – stando alla denuncia – non sono intervenute per identificare gli aggressori.
Il giovane ha riportato traumi e ferite, con una prognosi di 7 giorni, ed è stato visitato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania. Subito dopo ha sporto regolare denuncia.
Questo episodio è solo l’ultima manifestazione di un fenomeno inquietante: la cosiddetta camorra culturale, quella che soffoca l’espressione artistica e civile attraverso la paura, l’intimidazione e la violenza. Un controllo del territorio che non si limita al racket o al traffico illecito, ma si estende anche agli spazi pubblici, trasformandoli in zone d’ombra dove la creatività e l’impegno sociale vengono messi a tacere.
Il giovane, sentendosi solo e in pericolo, ha chiesto aiuto al deputato Francesco Emilio Borrelli, al quale ha raccontato quanto accaduto. Borrelli si è subito attivato per chiedere alle autorità competenti l’identificazione degli aggressori, la verifica del comportamento delle forze dell’ordine coinvolte e garanzie di tutela per la vittima.
“Non possiamo permettere che piazze simbolo della città diventino feudi dell’illegalità. Difendere chi fa cultura dal basso è un dovere civico, oltre che istituzionale”, ha dichiarato il deputato.
Intanto, l’artista continua a ribadire il suo impegno e a chiedere che la città non resti indifferente. Napoli non può lasciare che la violenza imponga silenzio a chi semina parole, idee, bellezza. Piazza del Plebiscito appartiene ai cittadini onesti, non agli abusivi né agli intimidatori. Difendere la libertà di espressione oggi, soprattutto per chi proviene dalle periferie e ha scelto l’arte come strumento di resistenza, è un atto necessario.
Fabio De Rienzo
