“Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”
È stata presentata alla Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare intitolata “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, promossa da Confesercenti Nazionale. A partire da domani, il testo sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dando inizio alla raccolta delle 50mila firme necessarie per poter procedere in Parlamento.
Il provvedimento ha l’obiettivo di affrontare il problema della diminuzione delle attività commerciali che sta impoverendo i centri urbani, i quartieri e i piccoli comuni, con ripercussioni negative sulla qualità della vita, sulla sicurezza delle comunità e sulla stabilità dell’economia locale.
Il fulcro di questa proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), aree urbane o periurbane che potranno essere identificate da Regioni e Province autonome per implementare iniziative specifiche di revitalizzazione delle attività locali. Nelle ZESpro si prevede un regime fiscale favorevole per le imprese, conforme alla legislazione europea sugli aiuti di Stato, insieme a misure di supporto finanziario e semplificazione delle procedure amministrative.
In aggiunta, il testo prevede la creazione, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un Osservatorio dedicato alla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, incaricato di monitorare e valutare periodicamente l’efficacia delle azioni intraprese. A supporto di questa iniziativa, verrà istituito un fondo specifico per finanziare le misure operative.
Le imprese operanti nei settori del commercio, della ristorazione e del turismo costituiscono la base economica e sociale delle nostre comunità, ha dichiarato Nico Gronchi, presidente nazionale di Confesercenti.
“Con la nostra iniziativa legislativa, chiediamo al governo di riconoscere che mantenere aperte le attività locali rappresenta un interesse pubblico, da supportare con strumenti specifici. A tutti i cittadini che vorranno aderire, proponiamo di adottare un modello economico sostenibile per le città in cui risiediamo, un modello che non trasferisce i profitti all’estero, ma genera e distribuisce ricchezza e occupazione a livello locale, garantendo inoltre una diversità nell’offerta e l’accesso a beni e servizi fondamentali per i residenti”, ha concluso.
Ciro Di Pietro
