Tra rilancio agricolo, nodi industriali e nuova mobilità
Nel cuore del Mezzogiorno, la Campania si muove su un crinale sottile tra fragilità strutturali e dinamiche di ripresa. Il primo semestre del 2024 ha visto la regione registrare una crescita economica dello 0,8% su base annua, un dato superiore sia alla media nazionale che a quella del Sud Italia. Lo ha rilevato l’ultimo aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia, che tratteggia un quadro sfaccettato: da un lato segnali di rilancio in alcuni comparti, dall’altro nodi critici che restano irrisolti. Ma quali sono oggi le reali prospettive di sviluppo per una delle regioni più popolose e complesse del Paese?
Manifattura e automotive: un settore da rifondare
La crisi del comparto manifatturiero in Campania continua a preoccupare. Le aziende segnalano una contrazione delle vendite e una minore propensione agli investimenti, mentre la filiera dell’automotive sconta le incertezze legate alla transizione ecologica e alla decarbonizzazione. La storica presenza industriale, da Napoli a Caserta, appare oggi in affanno e richiede una profonda riconversione orientata all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale. Serve una politica industriale che sappia accompagnare le imprese verso il futuro, evitando al contempo desertificazioni produttive.
Servizi e turismo: tenuta e potenzialità
Sul fronte dei servizi, la situazione appare più stabile. Il settore ha mostrato una certa resilienza, mantenendo un equilibrio tra aziende in crescita e in contrazione. A trainare sono soprattutto i comparti legati al turismo e all’accoglienza, settori che in Campania rappresentano un asset strategico. Da Napoli alla Costiera, dal Cilento alla Reggia di Caserta, la regione vanta un patrimonio culturale e paesaggistico che continua ad attrarre milioni di visitatori. Ma la vera sfida è destagionalizzare l’offerta e qualificare l’occupazione turistica, spesso ancora troppo precaria.
Agricoltura: investimenti e innovazione dalla Regione
Segnali più incoraggianti arrivano dal settore primario. La Regione Campania ha attivato numerose misure a sostegno dell’agricoltura, grazie anche ai fondi del Piano Strategico della PAC e al Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027. Tra gli interventi più recenti, si segnalano i bandi per la promozione dei vini campani sui mercati extra-UE, gli incentivi per infrastrutture rurali sostenibili (come monorotaie e teleferiche) e i progetti di depurazione zootecnica. Si punta su innovazione, filiera corta, valorizzazione dei prodotti tipici e sostenibilità ambientale.
Il caso Giugliano: il secondo mercato ortofrutticolo d’Italia
Un esempio emblematico della vivacità del comparto agroalimentare è il mercato ortofrutticolo di Giugliano, secondo in Italia per dimensioni dopo Milano. Con oltre 200.000 metri quadrati di superficie e quasi un milione di quintali movimentati ogni anno, rappresenta un hub fondamentale per la distribuzione dei prodotti agricoli della regione. Qui si concentra una parte importante della produzione di mela annurca, simbolo della tradizione campana. Un presidio che coniuga tradizione e logistica avanzata, e che può diventare un modello replicabile.
Battipaglia: diversificazione e resilienza industriale
A pochi chilometri a sud, Battipaglia racconta una storia diversa: quella di un polo produttivo che ha saputo diversificarsi. Oggi qui convivono agricoltura avanzata (quarta gamma, carciofi, rucola, mozzarella di bufala), industria alimentare (con brand nazionali come Bonduelle), aziende di componentistica auto ed elettronica, manifatture della plastica e packaging. Una varietà che ha permesso al territorio di reggere meglio agli urti della crisi e che indica una possibile via: puntare sulla complementarietà tra agricoltura e industria.
Trasporto pubblico: la riorganizzazione in corso
Un altro snodo strategico per la crescita regionale è rappresentato dalla mobilità. La Campania sta vivendo un importante riassetto del trasporto pubblico locale. AIR Campania ha completato l’integrazione con EAV e assumerà la gestione del servizio su gomma in alcune province. Parallelamente, Busitalia Campania si prepara a prendere in carico la mobilità nell’area metropolitana di Napoli e a Salerno, grazie a un contratto decennale che prevede una flotta di 1.390 autobus e 35 milioni di chilometri annui. Un cambio di passo atteso da anni, che potrebbe migliorare efficienza e sostenibilità.
Disoccupazione e PIL: il dualismo campano
La vera nota dolente resta quella del lavoro. Nonostante un lieve miglioramento rispetto al 2023, il tasso di disoccupazione in Campania si attesta ancora intorno al 15,9%, il doppio della media nazionale. Il PIL pro capite resta uno dei più bassi d’Italia, mentre le sacche di povertà si concentrano soprattutto nelle aree urbane più degradate e nei comuni interni. A fronte di un tessuto imprenditoriale vivace, manca una strategia organica per l’inclusione lavorativa e la riduzione delle disuguaglianze.
Prospettive: serve una visione integrata
La Campania è una regione in bilico. Ha risorse straordinarie ma anche squilibri profondi. Per trasformare la crescita congiunturale in sviluppo duraturo serve una visione integrata, che tenga insieme innovazione industriale, valorizzazione delle filiere agroalimentari, rigenerazione urbana, mobilità sostenibile e inclusione sociale. La sfida è di lungo periodo, ma il tempo per agire è adesso. E la politica, a ogni livello, è chiamata a scegliere: restare nell’ordinaria gestione o osare il cambiamento.
Stefano Botta
