Il mercato dei capitali è una leva strategica per il Paese
Un programma concreto per riportare le piccole e medie imprese al centro delle politiche industriali nazionali e per trasformare il mercato dei capitali in uno strumento reale di crescita, competitività e autonomia economica. Queste le parole di Vincenzo Polidoro, presidente di AssoNext e membro del consiglio esecutivo di First Capital, che ha presentato una strategia per rafforzare il mercato dei capitali italiani durante il convegno annuale intitolato “PMI, mercati dei capitali e sovranità industriale tra criticità e prospettive – Opzioni di crescita per il sistema Italia”, svoltosi nella sala Mappamondo della Camera.
I dati condivisi durante l’incontro indicano che Euronext Growth Milan (EGM), il segmento della Borsa Italiana dedicato a piccole e medie imprese con potenziali di crescita, conta attualmente 207 imprese quotate con una capitalizzazione complessiva di circa 10,8 miliardi di euro, avendo vissuto dieci anni di significativa espansione. Il numero di emittenti è aumentato di tre volte dal 2015, con oltre 135 nuove società, e ora si trova ad affrontare una fase di consolidamento qualitativo.
Le informazioni evidenziano un mercato in movimento, ma con alcune debolezze strutturali. Nel 2025, l’indice FTSE Italia Growth ha chiuso in leggero aumento (+9%), segnalando una crescita meno vulnerabile rispetto agli indici con capitalizzazioni maggiori, e questo trend si è mantenuto nei primi mesi del 2026 (+3% da gennaio).
Sul fronte dei valori fondamentali, le stime per il 2026 mostrano multipli EV/EBITDA a 5,8x e P/E a 13,6x, con un profilo settoriale che evidenzia un’importante consistenza dell’industria (41%), dei beni di consumo (17%) e del settore tecnologico (11%): una configurazione più diversificata e con una proporzione maggiore di aziende tech rispetto al mercato principale. Continua a persistere il problema di una liquidità insufficiente – gli scambi giornalieri medi si sono attestati a 7 milioni di euro, calando del 12,5% rispetto alla media del 2025 – e nelle ultime trenta mesi le nuove quotazioni hanno superato i delisting, sebbene il divario tra i due si stia lentamente riducendo.
“I dati confermano ciò che abbiamo percepito da tempo: il mercato italiano non riesce ancora a garantire sufficiente liquidità, visibilità e continuità nell’accesso ai capitali per le PMI quotate. Non è sufficiente incentivare nuove quotazioni – è necessario creare un ecosistema che le sostenga e le valorizzi nel lungo periodo,” ha affermato Polidoro.
La strategia proposta si sviluppa su tre direzioni principali: un mercato più efficiente e competitivo (Fair Market), una maggiore direzione di risparmi verso le PMI quotate (Finanza Paziente) e un incremento della visibilità delle Pmi rispetto agli investitori (“Equity visibility”).
Giovanni Lombardi Stronati
