Nonostante il sequestro penale, all’interno del sito industriale aumentano i rifiuti plastici. Le Guardie Agroforestali segnalano un rischio incendi sempre più elevato con l’arrivo dell’estate
AILANO (CE) – Un cancello chiuso, i sigilli giudiziari e, oltre la recinzione, una distesa di plastica che continua ad aumentare. Il sito industriale Metal Plast di Ailano, in località Lete, resta una ferita aperta nel cuore dell’Alto Casertano. Un’area formalmente sottoposta a sequestro penale, ma di fatto ancora esposta a un rischio ambientale altissimo.
Lo stabilimento, destinato allo stoccaggio e al trattamento di materiali plastici, è da tempo al centro di una complessa vicenda giudiziaria. Già nel 2024 i Vigili del Fuoco avevano segnalato gravi irregolarità, con volumi di rifiuti ben oltre i limiti consentiti. Nell’agosto dello stesso anno, un principio di incendio, fortunatamente domato prima che degenerasse, aveva confermato la pericolosità del sito.
A distanza di mesi, però, la situazione non solo non appare risolta, ma risulta ulteriormente aggravata.
L’ultimo monitoraggio ambientale effettuato dalle Guardie Agroforestali Italiane ha infatti evidenziato un dato allarmante: i rifiuti abbandonati all’interno dell’area sequestrata sono aumentati. Balle di plastica altamente infiammabile restano accatastate e esposte alle intemperie, in assenza di una sorveglianza continuativa o di sistemi di prevenzione come il rilevamento termico.
Un paradosso che rende il sequestro una misura incompleta: l’attività è ferma, ma il pericolo cresce. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, il rischio di incendi – anche di natura dolosa – diventa concreto, riportando alla memoria scenari già vissuti in altri comuni del Casertano, dove roghi di rifiuti hanno prodotto danni ambientali e sanitari duraturi.
Nel frattempo, la messa in sicurezza definitiva e la bonifica restano bloccate. La burocrazia congela gli interventi, mentre il tempo lavora contro il territorio. Il sito Metal Plast si configura così come una bomba ecologica silenziosa, pronta a esplodere nell’indifferenza generale.
Dal territorio arriva una richiesta chiara: intervenire subito, prima che anche Ailano diventi l’ennesimo nome da aggiungere alla lista dei disastri annunciati.
Fabio De Rienzo
