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Il telescopio VST di Inaf cattura i resti di una stella gigantesca

AttualitàIl telescopio VST di Inaf cattura i resti di una stella gigantesca

Eso: visione dettagliata del fantasma della supernova delle Vele
Roma, 2 nov. (askanews) – Un’immagine da 554 milioni di pixel offre una visione estremamente dettagliata di ciò che resta di una stella massiccia che ha terminato la propria vita con una potente esplosione circa 11.000 anni fa. Quando le stelle più massicce raggiungono la fine della propria vita, spesso si spengono con il botto, in uno scoppio chiamato supernova, un’esplosione che provoca onde d’urto che attraversano il gas circostante, comprimendolo e creando intricate strutture filiformi. L’energia rilasciata riscalda i filamenti gassosi, rendendoli brillantissimi, come si vede nell’immagine catturata dal telescopio VST (VLT Survey Telescope), ospitato nel sito del Paranal dell’ESO (Osservatorio Europeo Australe) in Cile. Questa immagine spettacolare offre una visione estremamente dettagliata del resto della supernova delle Vele – chiamata così dal nome della costellazione australe a cui appartiene – a soli 800 anni luce dalla Terra, uno dei più vicini che conosciamo. Quando è esplosa, – spiega l’ESO – gli strati più esterni della stella progenitrice sono stati espulsi nel gas circostante, producendo gli spettacolari filamenti che si osservano nell’immagine. Ciò che resta della stella è una palla ultra densa in cui protoni ed elettroni sono forzati insieme a formare dei neutroni: una stella di neutroni. La stella di neutroni nella nebulosa delle Vele, posizionata leggermente al di fuori di questa immagine in alto a sinistra, è una pulsar che ruota sul proprio asse all’eccezionale velocità di oltre 10 volte al secondo. L’immagine è un mosaico di osservazioni fatte con la telecamera ad ampio campo OmegaCAM installata sul VST (VLT Survey Telescope), ospitato presso l’Osservatorio del Paranal dell’ESO in Cile. La fotocamera da 268 milioni di pixel può acquisire immagini attraverso diversi filtri che lasciano passare luce di diversi colori. In questa particolare immagine sono stati utilizzati quattro diversi filtri, qui rappresentati da una combinazione di magenta, blu, verde e rosso. Il VST è di proprietà dell’Istituto Nazionale di Astrofisica in Italia, l’INAF, e con il suo specchio di 2,6 metri è uno dei più grandi telescopi dedicati alle survey del cielo notturno in luce visibile. Questa immagine è presa proprio da una di queste survey, chiamata VPHAS+, che per oltre sette anni ha mappato una frazione considerevole della nostra Galassia, consentendo agli astronomi di capire meglio come si formano le stelle, come si evolvono e come alla fine muoiono. continua a leggere sul sito di riferimento

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